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La Rotta

”Io non voglio andare subito ai Carabi e non voglio dover arrivare per forza in un posto. Voglio avere tempo e godermelo! Non voglio mettere confini a questa libertà!. Non voglio fare delle cose perché devo!”.

Mhmmm, quando Valeria comincia con i “non voglio”, siamo fatti e io so che sarà ancora più difficile capire cosa vuole perché, prima che lo dica, mi saranno venuti tutti i capelli bianchi.

”Ma cosa hai contro i Caraibi?”

“Nulla, se non la riserva di andare in luoghi dove la criminalità è troppo alta e la mia libertà sarebbe di conseguenza limitata.”

“Ma questi sono pensieri da svizzera, la criminalità esiste dappertutto! Basta evitare i luoghi pericolosi e le isole dei Caraibi sono tantissime, tutte bellissime e l’acqua del mare È CALDA come io la sogno da anni.”

“Anche a me piace l’acqua del mare calda, andremo anche ai Caraibi, ma non subito. Non voglio fare tutto di corsa per partire con l’Aliseo del prossimo mese di novembre.”

E si riparla di venti, rotte e porti. E’ un buon segno. A volte l’orizzonte della mente si ferma alle pareti della copertura esterna della barca e sembrano non esserci vie di uscita. Poi uno spiraglio, una luce, una meta e il dialogo si riaccende. Dove vogliamo andare? Oceano Indiano o Atlantico? A est o a ovest? Spuntano desideri insospettati, mete ardite a cui segue la valutazione delle condizioni di navigazione che si incontrerebbero. Una meta può essere comodamente raggiungibile nel periodo in cui soffia un vento portante ma poi è d’obbligo sapere come sarà il vento per proseguire o tornare. La vita a bordo può essere piacevole quando il vento e il mare sono in sintonia e ti portano verso la tua meta, ma può mutare drasticamente quando i venti soffiano contrari e le onde si alzano.

Stendere la carta nautica del mondo sul tavolo, dopo cena, è un gesto che prolunga la giornata e prelude al far le ore piccole. La stanchezza se ne va lasciando spazio a quell’emozione sottile che ti fa sembrare di solcare i mari al solo scivolare delle dita sulla carta. Tutto sembra possibile sulla carta; facile spostarsi qua e là e ad un certo punto gli Oceani sembrano quasi piccoli. Che strane illusioni. Si consultano atlanti, Pilot Charts, portolani e tutto quanto occorre per farsi un’idea precisa.

Almeno ci siamo accordati sul dove NON vogliamo andare: nessuna navigazione fra i 40 ruggenti o i 50 urlanti dove il vento è definito comunemente con questi aggettivi. Nessuna navigazione fra i tre Capi: Horn, Buona Speranza e Leeuwin, anche se sono senza dubbio mete affascinanti. La fascia dei Tropici, con i suoi alisei ci sembra adatta a noi e alla nostra Ocabianca.

Abbiamo valutato anche l’offerta dei vari “rally” organizzati in tutte le parti del mondo, con i quali si ha la possibilità di navigare in flottiglia su una rotta prestabilita dagli organizzatori che si fanno carico di tutte le pratiche amministrative portuali o per l’attraversamento di un canale. In questo modo lo skipper si solleva di una parte importante del lavoro di preparazione della crociera, ma il prezzo da pagare, oltre a quello richiesto, è la limitata libertà e un certo amaro in bocca per la perdita del senso di avventura, per quel “già tutto stabilito, giorno e ora”. No, pensiamo non faccia per noi questo tipo di navigazione. Troppi appuntamenti, visite turistiche in gruppo e… troppi barbecue. Certo potrebbe essere un soluzione allettante per passare il Golfo di Aden o altre zone dove l’incontro con la pirateria potrebbe essere realmente possibile ma perché dovremmo andare proprio dove ci sono i pirati, ci chiediamo?

E allora cerchiamo un altro vento e volgiamo la prua a ovest senza dimenticare il Mare Nostrum e le sue innegabili bellezze. Ci si sofferma a pensare a quante persone hanno stabilito una rotta e sono partiti senza i nostri moderni strumenti tanto rassicuranti quanto effimeri al primo disguido elettrotecnico… e allora i pensieri si liberano e sogniamo l’Aliseo.

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