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Non siamo in vacanza!

Non siamo in vacanza   Il mare ci aspetta là fuori, è poco distante dal cantiere dove abitiamo con Ocabianca e controlliamo il suo umore guardando le onde che risalgono il fiume Magra.
Ma al mare non ci andiamo… non siamo in vacanza! Qui si lavora, si boccheggia in queste giornate molto afose. Ugualmente non ci viene voglia di andare in spiaggia.
È una condizione di spirito che ci troviamo spesso a spiegare alle persone che vengono a trovarci.
È il desiderio di far proseguire i lavori anche per poche ore al giorno così, almeno, la giornata non è persa. È il desiderio di costruire una casa che ci permetterà di navigare, incontrare, ospitare, ecc.

Abbiamo ricevuto diverse visite in questo periodo. È un piacere accogliere gli amici e, atteggiandosi a guida turistica, Giorgio chiede scherzando a che tipo di "tour” desiderano partecipare:

  • giro lungo - con storia, filosofia, spiegazioni dettagliate e tecniche
  • giro medio - senza storia, con spiegazioni sommarie e poco tecniche
  • giro corto - solo visione e risposta a domande spontanee.
Nel fare questo riviviamo le varie fasi percorse, alcune molto lontane, altre recenti e constatiamo come il nostro atteggiamento, il nostro pensiero-guida si sia modificato nel tempo e con l'esperienza pratica. Vediamo gli occhi brillare a chi condivide il sogno di navigare, ci vediamo specchiati in loro ma, con il senno di poi, quante cose faremmo diversamente...

Abbiamo concluso che la volontà, lo sforzo, l'impegno personali non bastano a far andare le cose come si pensa e, soprattutto, nei tempi voluti. C'è un elemento imponderabile, esterno al nostro volere, di cui abbiamo imparato a tener conto. Con un atteggiamento indubbiamente più umile rispetto all'inizio dell'avventura proseguiamo di giorno in giorno apprezzando ciò che ci è stato possibile fare.

Qualche giorno dopo averci fatto visita, una persona appassionata di vela, ci ha scritto queste parole:

”Ricordi intatti di ogni cosa che mi avete mostrato. La luce diffusa del grosso telo di plastica che si tende sopra la barca produceva uno strano effetto di riposo all'ancora. L'arredo che rinasce sotto le attenzioni di Giorgio porta ancora i segni del tempo vissuto chissà dove e come. Le parti che rinascono si aggiungono con discrezione all'idea iniziale di chi l' ha progettata. Forte e presente ovunque, in special modo dove i manufatti iniziali siano stati toccati, lo sforzo di comprendere, immedesimarsi vivere anticipatamente quello che dovrà essere. Un'idea irrazionale mi è rimasta impressa da quest'incontro: quella di aver navigato con degli amici. Così forte e vera da confondere lo sciacquio e il leggero ondeggiare di altre barche, con quello che le forme dello scafo sussurravano salendo a bordo con voi quel giorno. Gatta sorniona che da la sensazione di riposare tra le carezze dei padroni ma capace d'un balzo istintivo al primo stimolo esterno. Un abbraccio a Valeria e Giorgio e in “culo alla balena”. Ciao, FRANCO

Grazie Franco, quando le cose non quadrano, rileggiamo questa tua email e ci sentiamo meglio.

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