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La consorte in barca – dall’inverno alla primavera

Valeria   L’arrivo di Valeria in barca è avvenuto il 25 gennaio 2009, qualche giorno dopo l’alluvione causata dall’esondazione del fiume Magra.
L’acqua è arrivata fin sotto alla barca raggiungendo i 50 cm a 300 metri di distanza dalla banchina. Nessun danno, ciò che poteva galleggiare lo si è trovato altrove, il resto è sepolto sotto uno strato di fine limo.
La casetta dei bagni e docce è accessibile, ma non c’è elettricità; quindi niente luce né acqua calda.
Ripristinata la linea elettrica, dopo alcuni giorni, funzionava un po’ si e un po’ no.

Indovinare il momento buono per andare a fare la doccia (portando un’ora prima la stufetta per riscaldare l’ambiente) era diventato motivo di scommesse.
Per settimane abbiamo usato gli stivali per aggirarci in cantiere tra pozzanghere e melma.
Un avvio assai difficile da molti punti di vista.
Durante la sua vita solitaria in barca Giorgio ha instaurato regole e abitudini esclusivamente proprie, necessarie alla sua sopravvivenza in un luogo al limite della vivibilità.
L’arrivo della consorte, anche se molto desiderato, ha avuto l’effetto di un terremoto, non certo voluto, ma ugualmente accaduto. Ognuno rivendica il proprio spazio, un angolo dove le proprie cose non vengano spostate.

Trovato il nuovo equilibrio, la primavera è finalmente sbocciata dentro e intorno a noi.
Il paesaggio desolato del cantiere ci ha riservato molte sorprese nei suoi colori. Tante varietà di erbe e fiori a noi sconosciuti, altri non più osservati da tempo; farfalle, lumachine, coccinelle e lucciole, tantissime lucciole, quante Giorgio non ricordava di averne mai viste. Per Valeria un ritorno alla sua infanzia trascorsa in campagna e il germogliare di una meravigliosa sensazione di libertà.
Una donna in cantiere, situazione inusuale.

Valeria

Gli artigiani che venivano a bere qualcosa in barca, dopo un po’ di giorni, hanno chiesto a Giorgio, separatamente: “ma quando se ne ritorna a casa?”.
Alla risposta: “non è in vacanza, sta qui con me, adesso”, stupore, sorrisi e tutti a prendere simpaticamente in giro Giorgio, ben felice di non essere più solo.

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