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Roberto, il “fratellino”

Roberto  

Vi sono stati giorni di sconforto in cui Giorgio, infilato sotto il vano delle batterie, uscendone a fatica e riconquistando la posizione eretta con grande sforzo dichiarava, in tono convinto: “La prossima volta che nasco faccio l’alpino!”

Il suo sguardo sperduto si incrocia con il mio e io scoppio a ridere, una risata che non riesco più a fermare tanto la situazione è comica! Il consorte è un tantino permaloso e considerato il suo fragile stato emotivo ha impiegato diversi secondi prima di poter vedere e condividere la comicità della situazione.

Questo fatto, banale in sé ma significativo, ha permesso di dar inizio ad un nuovo capitolo nel corso dei lavori su Ocabianca. Giorgio ha telefonato a suo fratello Roberto, chiedendogli aiuto.

L’intesa è perfetta, Roberto condivide con Giorgio linee di pensiero e di azione.

Con tutte le altre persone, seppur bravissime, Giorgio si trova a spiegare come vuole che sia fatto un preciso lavoro. Con Roberto questo non è necessario. E per Giorgio è un sentirsi sollevato, è sentirsi veramente aiutato e tranquillo perché il fratello non fa “errori”, è superpreciso, pulito, veloce e, con le sue critiche costruttive, facilita l’evolversi di un ragionamento senza suscitare attriti.

Non è poco dire! E che sollievo rivedere Giorgio più sereno, meno teso.

Mi fermo qui. Tra fratelli non si mette dito e a mio cognato sussurro Grazie!

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