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Antonio, una memoria di ferro e una barca di alluminio

Antonio   La sua barca è la seconda dopo la nostra. E' una barca veloce, adatta alle regate. Antonio è un puro della vela, il suo mito è Bernard Moitissier. Non poteva che frequentare la scuola dei Glénant. Lui, dell'andar a vela, sa tutto, tutto di tutto: dall'antica arte marinara alle nuovissime tecnologie applicate in campo nautico. Non mette a frutto le sue doti purtroppo ed è sempre troppo modesto.
Antonio è uno che c'è, un aiuto costante. Ci si vede quasi tutti i fine settimana, gli unici giorni che ha disposizione da dedicare alla sua barca. La sua presenza è discreta, rispettosa, rassicurante.

Fra gli altri lavori ha smontato e revisionato tutti i nostri winch, ha controllato e preparato gli alberi e relativo sartiame, si occupa del rigging con l'incondizionata fiducia di Giorgio.
Si sta insieme, si chiacchiera piacevolmente di tutto, non solo di barche; ognuno lavora sulla propria, ma si uniscono le forze quando è necessario.

Andrea, figlio di Giorgio, ha acquistato una piccola barca ad Amburgo. Per raggiungere il Mediterraneo ha deciso di circumnavigare l'Europa entrando da Gibilterra (anche se attraverso la rete di canali avrebbe potuto uscire nel Golfo del Leone) e ha voluto togliersi lo sfizio di attraversare la Manica. Essendo la prima lunga navigazione sulla propria barca di 9 m non se la sentiva di navigare da solo. Si è naturalmente rivolto ad Antonio che non ha esitato ad accettare la sfida garantendo la sua presenza anche per attraversare il Golfo di Biscaglia, due tratti non a torto ritenuti piuttosto impegnativi e che non hanno smentito la loro fama neppure in questa occasione. Grande soddisfazione di entrambe e sincera ammirazione e gratitudine da parte di Andrea per Antonio.

Alla "standig ovation" ci uniamo anche noi. SEI GRANDE ANTOINE, l'Aluministe!

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